Ancora una volta il procuratore federale
Palazzi sembra avere un conto aperto con la Reggina, dopo Calciopoli, è
il nuovo scandalo del calcio scommesse ad armare la mano del famigerato
procuratore della “giustizia sportiva” contro la società
presieduta da Lillo Foti ed anche questa volta, come sei anni fa, le
accuse non sembrano essere così solide, almeno nella concretezza della
dimostrazione probatoria delle stesse. Si basano solo su affermazioni di
tesserati, estranei al club amaranto, prese per oro colato, ma senza
riscontri certi, come invece avviene nelle normali aule dei processi
ordinari. Le stesse possono essere sostenute anche solo per pura
convenienza personale di chi le enuncia, per antipatia, per favorire
alcuni al posto di altri, per accaparrarsi i favori di questo o di
quello, ma tutto ciò non importa al procuratore Stefano Palazzi,
bastano ed avanzano per considerare rei gli imputati. Per chi non fosse
aduso alle certezze della giustizia sportiva deferimento è sinonimo di
penalizzazione, non esiste alternativa. Il deferito è già condannato a
priori vista la quasi impossibilità a dimostrare il contrario. Ma tutto
ciò non basta al procuratore federale, ecco allora che chi si sottopone
ad una semi ammissione di colpevolezza con la richiesta di
patteggiamento e si prostra alle determinazioni della procura federale
viene premiato, ed anche se deferito per molteplici fattispecie riesce a
cavarsela con un massimo di 6 punti in meno in classifica e una
multicina. Chi invece vuole affrontare il dibattimento per tentare, come
in un normale procedimento giudiziario, almeno di dimostrare la propria
estraneità ai fatti contestati vista l’aleatorietà degli stessi, e
pertanto non ammette la decisione di Palazzi, osteggiando le sue
convinzioni, la sua volontà, anche se chiamato in causa per un singolo
episodio che si basa praticamente solo su affermazioni e nulla più,
viene colpito con la richiesta del massimo della pena, sei punti.
A tal proposito la Reggina con un comunicato ufficiale odieno precisa:
“Abbiamo appreso della richiesta del
Procuratore Federale Dott. Palazzi in riferimento all’incontro
Grosseto-Reggina del 15/05/2011.
Incontro che nessuno, ribadiamo
nessuno, né la Procura Federale né i presunti testi, hanno mai messo in
discussione per quanto riguarda la veridicità degli atteggiamenti, dei
comportamenti agonistici e del risultato conseguito sul campo dalle due
squadre.
Nessun tesserato risulta essere
coinvolto con comportamenti illeciti ad ulteriore dimostrazione della
assoluta estraneità dei fatti contestati alla Reggina Calcio.
Nessun patteggiamento è stato
richiesto dalla nostra società in quanto riteniamo di non aver motivo di
patteggiare qualcosa che non ci vede assolutamente responsabili.
Sarà cura dei nostri legali, Avv.
Carlo Morace ed Avv. Giuseppe Panuccio, dimostrare nel dibattimento
l’estraneità della nostra società.”
Il dibattimento è previsto per martedì 5
giugno. È lì che la verità deve essere accertata, e la Reggina è
innocente. È questo quello che i fatti ad oggi attestano vista la
mancanza di riscontri concreti a supporto dei fatti addebitati, in barba
a come la pensi il procuratore federale.










































